INCONTRO DI VENERDÌ 24 APRILE 2020

 

Venerdì 24 aprile si è tenuto il previsto meeting online che ha permesso un confronto tra colleghi, sulla particolare situazione che, come individui, come terapeuti e come società nel suo insieme, stiamo vivendo.

La discussione è stata particolarmente interessante e ha fatto emergere diversi spunti di riflessione. Riportiamo qui alcuni di essi, con l’auspicio che coloro che lo desiderano possano partecipare al prossimo incontro previsto per venerdì 29 maggio dalle ore 18.00 alle ore 20.00 (inviando una mail a info@grfpp.it).

Partendo dai sentimenti e dalle emozioni provate da tutti nel momento in cui la pandemia si è manifestata in tutta la sua gravità, ci si è concentrati su come queste reazioni personali possono aver influito sulle nostre scelte professionali (alcuni colleghi, ad esempio, hanno sospeso l’attività). Tutti i partecipanti all’incontro di venerdì, in un modo o nell’altro, hanno continuato a seguire i pazienti, alcuni tenendo aperto lo studio e lasciando ai pazienti la scelta di continuare le sedute di persona o attraverso telefonate o videochiamate, altri proponendo solo sedute telefoniche o in video.

L’interesse si è incentrato sulle reazioni dei terapeuti (sconcerto, disorientamento, ecc.) e dei pazienti che, per le suddette ragioni, non hanno potuto o voluto continuare le sedute “tradizionali”. Questi nuovi modi di fare terapia, che determinano un così profondo impatto sul setting, hanno prodotto risposte molto diverse anche nei pazienti, sia per quanto riguarda la scelta del mezzo da utilizzare per continuare le sedute (ad esempio, i pazienti che erano visti sul lettino, propendono, più facilmente, per la seduta al telefono), sia nelle modalità di rapporto con il terapeuta (per esempio, un atteggiamento più “confidenziale”).

Le considerazioni finali, ci hanno portato, ancora una volta, a considerare quanto sia importante per il terapeuta, riflettere su se stesso e sulle sue reazioni che, mai come in questa situazione, presentano un doppio focus: da una parte in relazione al singolo paziente, dall’altra in rapporto alla condizione generale di emergenza che, inevitabilmente, condiziona ogni terapia.