INCONTRO WEB DI VENERDÌ 29 MAGGIO

 

         Venerdì 29 maggio si è tenuto il secondo meeting online, di confronto tra colleghi, sulla particolare situazione che, come cittadini e come terapeuti stiamo vivendo.

         Anche in quest’occasione, la discussione è stata molto interessante e ha fatto emergere diversi spunti di riflessione.

         Nell’incontro precedente, avevamo costatato che tutti i partecipanti, in un modo o nell’altro, avevano continuato l’attività professionale lasciando ai pazienti la scelta se proseguire la terapia in presenza o fare le sedute a distanza. In quest’occasione, invece, il confronto si è focalizzato sulle diverse esperienze di passaggio alla cosiddetta “SECONDA FASE”, quando si è presentata la possibilità, per tutti, di un ritorno alle sedute in presenza.

         La ripresa dell’attività in presenza si è scontrata con il fatto che, di là delle fantasie più o meno consce dei terapeuti e dei pazienti, non c’è stato, ovviamente, un vero ritorno alla normalità. Gli obblighi e le cautele in merito alla protezione (non darsi la mano, mantenere una distanza di oltre un metro, usare la mascherina, utilizzo del disinfettante per le mani, ecc.) hanno introdotto nuovi cambiamenti nel setting e nello stile di relazione tra terapeuti e pazienti, suscitando, in questi ultimi, i più diversi vissuti (da un certo diniego delle mutate condizioni, al sentimento di essere rifiutati e allontanati). Tutto ciò si è dimostrato ancora più evidente nel caso di colleghi che svolgono la loro attività in ambito ospedaliero, poiché, oltre alle dinamiche descritte, essi si sono dovuti confrontare con i particolari vissuti dei pazienti derivanti dalla frequentazione dell’ospedale, visto sia come luogo di cura (sono un ammalato!), sia come posto di massimo pericolo di contagio.

         Queste osservazioni, hanno permesso, anche, di cercare una spiegazione al disagio di certi pazienti, a tornare alle sedute in presenza e, per alcuni di loro, anche al bisogno di procrastinare il momento del “rientro” che ha fatto emergere una riflessione sui modi e, soprattutto, sui tempi di “collusione” del terapeuta con queste difficoltà.

         In sintesi, ancora una volta, vediamo che nel nostro lavoro, è di fondamentale importanza non fermarsi ai dati di realtà (il virus, i pericoli oggettivi, ecc.) ma che è necessario comprendere, attraverso la relazione terapeutica, l’utilizzo che di essi viene fatto.

         Ringraziamo tutti i partecipanti e diamo appuntamento, a chi fosse interessato, al prossimo incontro sul web, previsto per venerdì 26 giugno dalle ore 18.00 alle ore 20.00.

         Per partecipare è sufficiente inviare una mail a info@grfpp.it.